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Covid-19: L’Italia alle prese con una ulteriore stretta anti-imbecille

di Paolino Canzoneri

Centro storico di Palermo deserto
[foto di A. Tuttoilmondo]

La stretta del Governo è arrivata proprio in un momento in cui Nord e Sud dimostrano una percezione diversa del pericolo Covid-19 che non si è fermato un solo momento e ha contagiato un numero spaventoso di italiani costringendo sindaci e presidenti di Regione ad adottare, giustamente, misure pesanti ed estreme contro una idiozia tutta italiana che pone oggi l’Italia come il paese più infetto con più deceduti in Europa.

Il Sud dopo alcuni giorni di osservanza altalenante sembra finalmente aver compreso l’efficacia del Dpcm dell’11 Marzo e Palermo in primis, al momento, è una città semi deserta ancor più nella notte dove le zone del centro storico della movida sembrano scenografie vuote e desolate come quelle a cielo aperto a Cinecittà in attesa di girare un film.

La stampa, con tutta la comprensione possibile, esorta la popolazione a rispettare quello che al momento sembra essere l’unico vero antidoto per non rischiare il contagio ossia quello di restare a casa. I media televisivi trasmettono in continuazione spot governativi nell’intento chiaro di spiegare quelle poche abitudini che garantiscono la salvezza dal contagio.

La percezione della gravità del momento dovrebbe essere alquanto chiara oramai e ogni altra notizia passa in secondo piano pur essendo importante ma trova spazio nei giornali cartacei e web. L’informazione giornalistica e televisiva assidua gioca il suo ruolo fondamentale e per fortuna segue il suo percorso instancabile giorno dopo giorno.

Si è scritto e parlato di tutte quelle difficoltà esistenziali nel rimandare contatti sociali, abitudini, modi di vita, e restare a casa sembra procuri un forte disagio psicologico simile magari ad una sorta di arresto domiciliare.

E cosi il 2020 si sveglia con l’italiano salutista incapace di evitare il jogging, garante di forza e vigore nel corpo ma con un flusso di ossigeno al cervello molto limitato per non capire il rischio per sè e per gli altri. Lo si vede strafottente correre per le strade magari contento dell’occasione d’oro di una corsa sana senza respirare i gas di scarico delle autovetture.

Oppure il ragazzo supponente luminare della Scienza che, oltre a minimizzare la gravità della pandemia in corso, si convince che tutto sommato siamo di fronte alla classica e annuale influenza che ogni inverno stana solo le persone anziane con il loro carico di altre patologie pregresse. E la TV?  al solito è sempre esagerata! ma tanto questa tipologia di giovani che vivono solamente di social, sicuramente neanche la vedono la televisione.

E che dire del “furbo” sicuro di farla franca che gira in macchina o a piedi senza autocertificazione o peggio con una autocertificazione falsa pronto nel caso che una pattuglia di polizia lo fermi per un controllo a sfoggiare una recitazione esemplare in una perversa via di mezzo tra un dramma Shakespeariano e il Teatro Napoletano dei De Filippo?

Questa presunzione di furbizia mista ad ignoranza con l’aggiunta di un disinteresse per gli altri, fomenta una rabbia non indifferente specie per tutti coloro che sopportano il disagio di restare a casa pur quando si ha bisogno di una passeggiata all’aria aperta.

Si intuisce quindi che una certa percentuale di persone disobbedienti tendano a sopravvalutare quello che infondo rappresenta l’unica possibilità di salvezza che è quella di restare a casa.

L’era dei social e della comunicazione online oramai ci garantisce la piena opportunità per non sentirci alienati e isolati in una vita che già vivevamo in questi termini e stare a casa non sembra poi tutta sta fatica improponibile, basta organizzarsi di buon grado e cercare opportunità messe sempre in secondo piano nel pieno di una vita frenetica trascorsa sempre fuori casa.

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