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Il Gin di Buckingham Palace. Strategie di marketing di sua maestà

di C. Alessandro Mauceri

Brutti tempi per le casse di sua maestà britannica. Almeno a quanto sembra: pare che la regina Elisabetta II abbia deciso di avviare un’impresa che produrrà e venderà gin. Naturalmente non un gin qualunque ma un prodotto realizzato con i frutti della terra provenienti direttamente dai giardini di Buckingham Palace, raccolti rigorosamente a mano. Sarà un prodotto ad alta gradazione alcolica (conterrà il 42% di alcol) e sarà insaporito con 12 essenze botaniche come la verbena odorosa, le bacche di biancospino, le foglie di allora e i gelsi, tutti raccolti a mano, raffinati e aromatizzati per dare vita a una bevanda dal sapore unico e gustoso. Il gin, prodotto facendo macerare il ginepro nell’alcol e poi, aromatizzato, distillandolo, solitamente due volte, dovrebbe essere commercializzato con il nome “A small batch – Dry gin”. Per dargli un tocco di regalità (e per valorizzarlo sul mercato) pare che il gin reale sia ispirato al liquore preferito dalla Regina Madre.

Intorno alla decisione di produrre e vendere questo liquore è già stata costruita una attenta campagna di marketing: la regina madre, mamma dell’attuale sovrana, pare fosse una grande appassionata di gin e, secondo alcuni benpensanti, sarebbe vissuta ben 102 anni grazie a un goccio di gin quotidiano. Il nuovo gin quindi viene presentato come Una sorta di “elisir di lunga vita“ che voci di corte ben informate riferiscono  non dispiacere anche all’attuale regina Elisabetta II:  alla tenera età di 94 anni (compiuti ad aprile e ben portati, tanto che di abdicare pare non si parli nemmeno) non disprezza affatto gli alcolici. La passione della regina per gli alcolici non è una novità: secondo un rapporto di Business Insider, la Regina si concederebbe non meno di quattro cocktail (alcolici) al giorno. Non pochi, come ha notato l’Independent, che ha sottolineato come questi corrispondano a sei unità di alcol, un po’ troppi per gli standard governativi. Secondo i pettegolezzi di corte, la regina avrebbe un debole per il Dubonnet, uno short drink a base di vermouth e, appunto, di gin, con una fetta di limone e succo ghiacciato che la regina Elisabetta consumerebbe poco prima di pranzo. A confermarlo sarebbe stato Darren McGrady, ex cuoco reale.

Un dettaglio che, vero o no, servirà certamente ad aumentare le vendite del nuovo alcolico prodotto a Buckingham Palace.

Il gin è uno dei distillati più consumati dagli inglesi (altra differenza con gli scozzesi e irlandesi storicamente appassionati di whisky). Ma, nonostante ciò, per molto tempo è stato considerato una bevanda popolare prodotta dalla casa reale inglese sarà destinato ad un target ben diverso: venduto in bottiglie da 70cl, sarà possibile acquistarlo solo online e solo sul mercato inglese (altro trucco di marketing) ad un prezzo tutt’altro che economico: 40 sterline, circa 44 euro, a bottiglia. Un prezzo non accessibile a tutti. L’idea è quella di fare del Buckingham Palace Gin il “prodotto della Regina”, un superalcolico elegante.

In molti sono pronti a scommettere che si tratta di un’operazione per cercare di rimpinguare le casse reali: pare che i proventi delle vendite dovrebbero andare al Royal Collection Trust, messo in crisi dal coronavirus.

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