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Gli 880 anni di Nizami Ganjavi, poeta e pensatore azerbaigiano

di Domenico Letizia

Nel tentativo di comprendere la forza della produzione letteraria per le generazioni presenti dell’Azerbagian in patria e all’estero, intervistiamo Gunay Afandiyeva, Presidente della Fondazione Internazionale per la Cultura e il Patrimonio Turco

Gli 880 anni di Nizami Ganjavi, poeta e pensatore azerbaigiano

L’Azerbaigian è tra i Paesi del Caucaso più noti a livello mondiale per le tematiche geostrategiche legate all’energia, al gas proveniente dal Caspio, alla diversificazione energetica e ai collegamenti energetici e di trasporto tra l’Asia e l’Europa. Ma il Paese caucasico ha un’identità nazionale capace di andare oltre le questioni puramente economiche, e la sua ricca cultura, commistione equilibrata e armonica di varietà etniche e religiose, ne ha fatto un modello di multiculturalismo apprezzato a livello globale, così come l’azione di protezione del patrimonio materiale e immateriale multiculturale, che riveste un’importanza strategica per i cittadini azerbaigiani e per le relazioni internazionali.

Recentemente, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha firmato un decreto con il quale ha dichiarato il 2021 quale “Anno di Nizami Ganjavi”, poeta e pensatore azerbaigiano noto in tutto il mondo, compresa l’Italia. Il 2021 sarà dunque dedicato ad eventi volti a divulgare ancor di più la conoscenza dell’importante letterato, diffondendo il suo pensiero e le sue opere. Nizami Ganjavi visse a Ganja, uno dei centri culturali più importanti dell’epoca, creando meravigliose perle di arte orale, che arricchirono la storia del pensiero filosofico-sociale e artistico-estetico del Medio Oriente. Il famoso “Khamsa” di Nizami Ganjavi è attualmente considerato all’apice del pensiero poetico e filosofico mondiale. Il poeta-pensatore pose le basi di una grande scuola letteraria composta da molti seguaci.

Le opere di Nizami, che adornano le biblioteche e i musei più famosi, diedero anche impulso allo sviluppo dell’arte della miniatura orientale, valorizzata e tutelata in Azerbaigian con decreto ministeriale. Numerose sculture e mausolei del poeta azerbaigiano sono state costruite nella sua città natale di Ganja e sono state erette statue a Baku, San Pietroburgo e Roma. L’Istituto di Letteratura dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Azerbaigian e il Museo Nazionale della Letteratura dell’Azerbaigian prendono il nome da Nizami Ganjavi. Il Nizami Ganjavi Centre dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, è noto a livello mondiale per la promozione della ricerca e delle iniziative culturali che intraprende.

A Roma, nei Giardini di Villa Borghese, in Viale Madama Letizia, si può ammirare un monumento dedicato al poeta. L’opera, donata dalla Repubblica dell’Azerbaigian alla città di Roma il 20 aprile 2012, grazie anche al supporto della Fondazione Heydar Aliyev, rappresenta un simbolo ulteriore della vicinanza tra Azerbaigian e Italia, che negli ultimi anni ha raggiunto vette sempre maggiori.  Le opere di Nizami Ganjavi sono state tradotte in molte lingue. Le rare copie manoscritte delle sue opere sono conservate come perle preziose in importanti biblioteche, musei e fondazioni letterarie di Mosca, San Pietroburgo, Baku, Tashkent, Tabriz, Teheran, Il Cairo, Istanbul, Delhi, Londra e Parigi. I suoi capolavori sono stati tradotti in inglese, tedesco, italiano, spagnolo, russo, giapponese e altre lingue straniere e la sua vita e la sua produzione creativa sono ancora attualmente studiate a fondo da ricercatori e accademici di fama mondiale. In Italia è possibile approfondire la conoscenza del grande poeta grazie a molte opere tradotte e pubblicate, tra cui: “Le sette principesse”, “Leyla e Majnun”, “Khosrow e Sirin”, “Il libro della fortuna di Alessandro”, e ancora “Il Grande Poeta Azerbaigiano Nizami Ganjavi” di Evgenij Bertels, edito da Sandro Teti, che consente di accostarsi all’opera di Nizami Ganjavi attraverso fatti salienti della sua vita e la descrizione dell’epoca in cui visse e creò.

Nel tentativo di comprendere la forza di tale produzione letterarie per le generazioni presenti dell’Azerbagian in patria e all’estero, intervistiamo Gunay Afandiyeva, Presidente della Fondazione Internazionale per la Cultura e il Patrimonio Turco.

Dottoressa Gunay Afandiyeva qual è il ruolo di Nizami Ganjavi nella letteratura azerbaigiana e l’influenza su quella mondiale?

Nizami Ganjavi rappresenta un emblema letterario dell’Azerbaigian, del mondo turco e della letteratura mondiale. Non è possibile dare un’analisi semplicistica dell’attività letteraria di Nizami e può essere utile descrivere la sua vita e la sua visione. È un romantico? Sì, è un romantico. È un realista? Sì, è un realista. È un utopista? Sì, è un utopista. È un poeta lirico o epico? Essendo stato l’autore dei più toccanti ghazal è anche uno dei più grandi lirici e, allo stesso tempo, un grande artista epico, autore di romanzi e di epopee in versi. L’attività letteraria di Nizami non è identificabile nei classici stereotipi teorici e uno dei maggiori ricercatori del suo pensiero in Europa, il famoso scienziato Erich Fromm, scrisse: “Nizami è un filosofo quando parla della società e uno psicologo quando parla dell’uomo”. L’opinione di From possiamo attualmente ampliarla e contestualizzarla dicendo che “Nizami è un artista quando descrive la natura, un critico d’arte quando parla di musica, un medico quando parla di natura, e così via”.  Nizami è un artista geniale noto in tutto il mondo turco, ma la sua produzione letteraria, come le storiche opere di Omero e Firdovsi, nonché di Dante, Cervantes, Shakespeare, Goethe, Tolstoj, non rientra nei confini nazionali. Non a caso, il grande poeta tedesco Goethe ha dichiarato di considerare Nizami uno dei più grandi poeti, riportando tale riflessione nella famosa opera “West-East Divan”, definendolo “un poeta di tutti i tempi e di tutti i popoli”.

Parlando di Nizami, Goethe presta attenzione alla storia e alla geografia dell’Azerbaigian. Un altro autore importante, Louis Aragon, letteratura francese del XX secolo, riferendosi all’attività letteraria di Nizami scrisse: “Nel XII secolo, in Azerbaigian furono generate delle opere d’arte che oggi costituiscono la base di una fiorente letteratura azerbaigiana”. La letteratura azerbaigiana è, ovviamente, legata alla grande letteratura turca. L’attività letteraria di Nizami ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della letteratura turca, fin dall’alto Medioevo. Vorrei ricordare anche le parole di uno dei rappresentanti più importanti della letteratura classica turca medievale, il grande poeta uzbeko Ali-Shir Nava’i, che scrisse: “Il lavoro di Nizami è talmente grandioso e ponderoso che per misurarlo serve una bilancia grande quanto i cieli e un’unità di misura grande quanto la Terra”. Infine, Amir Khosrov Dahlavi, poeta indiano di origine turca del XIV secolo, scrisse una poesia dedicata a Nizami, che recitava: “Nizami ha detto per primo tutte le parole, non ha lasciato delucidata nessuna perla”. Il poeta indiano ha spesso sottolineato la difficoltà di eguagliare la grandezza delle opere di Nizami Ganjavi. Sia Nava’i che Dahlavi consideravano Nizami un maestro de seguire, una scuola letteraria. In generale, l’attività letteraria di Nizami Ganjavi ha lasciato dopo di lui un marchio riconoscibile nel mondo della letteratura.

Possiamo citare e analizzare l’idea di multiculturalismo nelle opere di Nizami?

Certamente, le poesie di Nizami sono molto ricche in termini di idee multiculturali. Il concetto dei valori multiculturali è una tendenza della società contemporanea ma diventa evidente che Nizami Ganjavi è stato un pensatore che anticipò tali tendenze. Per l’artista, l’appartenenza di un individuo ad una nazione non costituisce un elemento da trascurare ma proprio per tale tendenza è importante valorizzare il patrimonio letterario di nazioni diverse, come possiamo rintracciare nelle sue opere. Questo è un approccio utile a generare comprensione e amore tra i vari popoli.  Nel poema “Sette bellezze”, il poeta descrive la bellezza culturale cinese, la bellezza slava cristiana, la bellezza araba musulmana e l’amore verso di altre religioni e culture suscitando un vero interesse, una vera passione e profondo rispetto. D’altronde, Alessandro Magno, protagonista di un suo poema, chiamato “İskendernâme”, è un conquistatore di origine greca, mentre l’opera Leyli e Majnun, fu scritta ricordando una leggenda araba. L’attività letteraria del nostro artista assume un carattere mondiale se analizziamo la sua ampiezza letteraria. In altre parole, Nizami è un artista mondiale tanto quanto è un poeta azerbaigiano.

Perché le opere di Nizami dovrebbero suscitare interessante per un lettore contemporaneo?

Nizami Ganjavi ha vissuto per 68 anni, ma la sua eredità non rientra nei canoni misurabili del tempo. I secoli cambiano, le epoche sociopolitiche mutano, le visioni sociali subiscono metamorfosi ma l’attività e l’eredità letteraria di Nizami è sempre presente, ricercata e studiata. La sua creatività continua a contribuire all’arricchimento della letteratura mondiale e incide anche nelle altre sfere delle arti contemporanee. Numerosi compositori attuali fanno riferimento alle opere di Nizami e grazie al sostegno della Fondazione Internazionale per la Cultura e il Patrimonio Turco, l’Orchestra della Camera “Dada Gorgud” continua a dare ampio spazio alle musiche e alle composizioni di Nizami Ganjavi.

L’attività crrativa di Nizami Ganjavi è molto importante come ricchezza letteraria e culturale e un valore nazionale comune di tutto il mondo turco. Non è un caso che il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, abbia dichiarato il 2021 “L’Anno di Nizami”. Questa è una brillante espressione di grande rispetto non solo per la letteratura azerbaigiana classica, ma anche per tutta la letteratura turca e mondiale.

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