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Le nuove frontiere dello shipping e il dialogo tra Porto e Città

di Domenico Letizia

Le attività portuali e l’innovazione sostenibile sono le dinamiche dell’attualità dello shipping 4.0. La rigenerazione dell’ecosistema città-porto, attraverso il dialogo tra comunità per funzioni e spazi condivisi, parte dall’innovazione nella cultura marittima per costruire nuove visioni urbane sostenibili fondate sulla cooperazione e supportate dai processi di digitalizzazione e robotizzazione. Iniziativa considerevole è quella del prossimo 11 novembre, presso la Stazione Marittima di Napoli. A Napoli si svolge la quarta edizione di Shipping4.0, che vedrà la partecipazione di numerosi Think tank, con vari dibattiti tra gli addetti ai lavori e gli stakeholder presenti. Tra i relatori numerose realtà istituzionali, Università, Associazioni di categoria, aziende e la media partnership della Rivista “Porto&Interporto”.

Tra i relatori vi saranno anche Teresa Bellanova, Viceministro delle infrastrutture della mobilità sostenibili, Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, Antonio Parenti, Head of the European Commission Representation in Italy, il Contrammiraglio Giacinto Sciandra, delegato del Comandante Logistico della Marina Militare, l’Ammiraglio Ispettore Capo Giuseppe Abbamonte, Alberto Moroso, Presidente di Atena, Salvatore Lauro, il Presidente della compagnia “Volaviamare” e Andrea Annunziata, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale. Un dibattito ambizioso, un dialogo tra i servizi della città e la realtà portuale e retroportuale. In tale prospettiva, la co-pianificazione può focalizzarsi sulle aree di intermediazione porto-città e su nuovi modelli di intermodalità finalizzati a ricollegare il sistema costiero alla città. Elementi di analisi degni di attenzione anche per le prospettive occupazionali dell’immediato futuro.

Innovazione e processi di digitalizzazione possono orientare la definizione di profili professionali capaci di contribuire a nuove traiettorie di sviluppo socioeconomico dei territori. Tale percorso dovrebbe essere attuato attraverso un processo di governance collaborativa in cui le istituzioni con gli enti culturali, i cluster marittimi, le associazioni e le imprese lavorino insieme. Gli esperti del settore vogliono approfondire le opportunità provenienti da un proficuo dialogo sulle potenzialità dei processi decisionali collaborativi, delle ICT, dell’innovazione di processo e di prodotto per un porto sempre più competitivo e integrato alla città e al territorio. Assumono particolare importanza l’urbanistica collaborativa ma anche l’individuazione di servizi innovativi per definire modelli di gestione orientati alla sostenibilità. Si ritiene importante che enti pubblici e di ricerca, organizzazioni culturali, cittadini, associazioni e imprese definiscano insieme le linee guida per la valorizzazione delle città-porto al fine di migliorare la competitività e la qualità del territorio. D’altronde, l’automazione potrebbe favorire nuove dinamiche occupazionali e un calo dei lavori più pesanti. Il futuro del settore e l’implementazione delle opportunità della blue economy dipenderanno anche dalle capacità dei gruppi armatoriali di introdurre meccanismi di formazione che aiutino i dipendenti ad una migrazione da una tipologia di lavoro prettamente operativo a una maggiormente orientata a ruoli di supervisione.

Aspetto fondamentale risulta essere quello di incentivare lo sviluppo di idonei sistemi di sicurezza informatica, al fine di prevenire ogni tentativo di pirateria. A tal riguardo, il ruolo della ricerca accademica sta nel costruire un nuovo modello di sviluppo territoriale integrato, circolare, innovativo sul piano socioeconomico, culturale e tecnologico, definendo nuove opportunità di lavoro.

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