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Il salone nautico di Venezia per riflettere sullo sviluppo sostenibile del mare

di Domenico Letizia

Si è tornato a discutere di sostenibilità al Salone Nautico di Venezia con il recente convegno dedicato al “Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile”, stabilito dalle Nazioni Unite e coordinato dall’UNESCO. I lavori hanno visto il tema dello sviluppo sostenibile, la tutela degli oceani e la salute del mare al centro del panel “Innovazione per la sostenibilità. Il decennio delle Nazioni unite delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile” che ha avuto luogo presso il Salone Nautico. All’evento, ospitato nella Torre di Porta Nuova e moderato da Francesca Santoro, oceanografa dell’Unesco, hanno preso parte numerosi esperti italiani e internazionali. Per l’Amministrazione comunale di Venezia era presente la presidente del Consiglio Ermelinda Damiano.

Questo appuntamento ben si inserisce nella seconda edizione del Salone Nautico, il cui fil rouge è proprio il tema della sostenibilità ambientale, tanto attuale quanto di particolare importanza per la vita di tutti noi, in particolare la salvaguardia delle acque dalle minacce emerse negli ultimi anni, la tutela delle aree marine e costiere più sensibili e la necessità di far crescere nella società civile una nuova cultura marittima. La salute nostra e del pianeta sono legate indissolubilmente alla salute dei mari, che sono una risorsa straordinaria, economia e vita. Per questo meritano il massimo rispetto” ha dichiarato Ermelinda Damiano.

La presidente si è poi concentrata sul valore del mare per la città: “Venezia ha un rapporto profondo e intrinseco con l’acqua. Nei suoi 1600 anni di storia ha sempre dimostrato di essere un luogo di innovazione e avanguardia culturale e tecnologica anche dal punto di vista marittimo. Può e deve diventare un laboratorio di sperimentazione e crescita, oltre che esempio virtuoso di sostenibilità economica, culturale, sociale ed ambientale. Il Salone Nautico rappresenta l’occasione di rinascita per tutta la città e dà alla comunità internazionale la possibilità di lanciare un messaggio di speranza e impegno rivolto a un approccio sempre più ecologico e di salvaguardia dell’ambiente, all’adozione di comportamenti responsabili e a una maggiore consapevolezza e sensibilità verso i temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente e dei nostri mari, da tramandare anche e soprattutto alle generazioni future”.

L’attenzione verso lo stato di salute degli oceani sta crescendo, anche sulla scia della scelta dell’Onu, che ha proclamato il periodo dal 2021 al 2030 “decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile”. Toccherà all’Unesco coordinare le varie iniziative che coinvolgeranno la comunità scientifica, i governi, il settore privato e la società civile impegnandole in programma comuni di ricerca e innovazione tecnologica. Sono sette gli obiettivi da raggiungere nei prossimi dieci anni: avere oceani puliti, sani, prevedibili, sicuri, sostenibili, trasparenti e ispirazionali. Per ottenere questi risultati sarà importante, tra le altre cose, identificare e rimuovere le fonti di inquinamento, mappare e proteggere gli ecosistemi marini e garantire accesso aperto a dati, informazioni e tecnologie che riguardano gli oceani. In aiuto della salvaguardia dell’oceano viene richiesto l’aiuto, non solo degli scienziati, ma anche del settore dell’economia e della finanza per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile coinvolgendo le competenze anche dei singoli cittadini con il rispetto delle tempistiche e degli approcci di ogni singolo settore e cercando di rivoluzionare il mondo scientifico e la risoluzione delle problematiche legate all’ambiente e vicine alla salute di tutti.

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