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La crescita della cooperazione per lo sviluppo del Mediterraneo

di Domenico Letizia

Molta attenzione sta suscitando il lancio del primo bando Interreg Euro-Med, il nuovo programma di cooperazione transnazionale per il periodo 2021-2027 che finanzierà progetti nel bacino del Mediterraneo. Nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027, la cooperazione territoriale europea (CTE) può contare su un budget di 8.05 miliardi di euro a prezzi 2018, in aumento del 3% rispetto alla precedente programmazione. I programmi Interreg sono finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dallo strumento di assistenza e preadesione (IPA III) e dallo strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) e si articolano in quattro tipologie: Interreg A per la cooperazione transfrontaliera, Interreg B per la cooperazione transnazionale, Interreg C per la cooperazione interregionale e Interreg D per la cooperazione delle regioni ultra-periferiche.

Per le realtà locali e regionali si tratta di importanti bandi dell’Unione europea per il finanziamento di progetti transfrontalieri, grazie ai fondi strutturali della Politica di coesione, che possono innescare visioni di crescita e sviluppo sostenibile all’interno del contesto geografico del Mediterraneo. Dopo l’approvazione dell’Accordo di partenariato e dei programmi, saranno pubblicati i bandi per il finanziamento di progetti di cooperazione che interesseranno diverse regioni italiane. L’elenco dei territori, dei beneficiari e degli interventi ammissibili verrà specificato nei singoli programmi e call Interreg, che, in linea di generale, saranno strutturati su più assi di intervento, con azioni in diversi ambiti, dall’innovazione alla tutela ambientale. Tra le priorità tematiche del nuovo settennato c’è la transizione ecologica, in linea con gli obiettivi dell’European Green Deal, oltre all’attenzione per i progetti di piccole dimensioni.

Il Green Deal europeo prevede una roadmap con azioni per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Un percorso per intraprendere gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e garantire una transizione giusta e inclusiva. Anche in questo caso, i programmi Interreg possono implementare la crescita degli investimenti green e lavorare affinché si possano trasformare industrie ad alta intensità di emissioni in industrie a basse emissioni, una trasformazione essenziale per raggiungere il target dell’Unione europea di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Il Green Deal europeo punta a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra, un’azione necessaria per fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e tradurre il Green Deal europeo in una realtà concreta. L’obiettivo finale è quello di dissociare la crescita economica dall’uso delle risorse e ripristinare la qualità ambientale e la salute sia delle persone che della natura.

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