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La crescita della cooperazione finanziaria tra Italia e Croazia

di Domenico Letizia
Veduta di Zagabria, meravigliosa capitale della Croazia

Accrescere la cooperazione finanziaria tra Italia e Croazia rappresenta un punto vincente per entrambe le realtà. Nel corso dell’ultima settimana, L’Ambasciata d’Italia a Zagabria e la Banca Centrale Croata hanno organizzato, presso la sede della Banca Centrale, una conferenza online sulle relazioni economiche, finanziarie e bancarie tra Italia e Croazia. La Conferenza online, aperta dall’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco e dal Governatore della Banca Centrale croata Vujicic, ha registrato la partecipazione di un di autorevoli esponenti del governo, della finanza e di personalità di alto livello del mondo politico e imprenditoriale, tra cui il Vice Primo Ministro e Ministro delle Finanze croato Zdravko Marić, il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, il Direttore Generale di Bankitalia Daniele Franco e i vertici di UniCredit e Intesa SanPaolo, nonché delle loro controllate croate ZaBa e PBZ.

L’autorevole evento, che ha costituito l’ideale seguito alla IV sessione del Comitato dei Ministri dei due Paesi culminato nella visita del Ministro Luigi Di Maio a Zagabria lo scorso 30 novembre, ha valorizzato le sinergie, le complementarità e le potenzialità delle relazioni italo-croate nei settori economico, finanziario e bancario. Particolarmente importante è la cooperazione bancaria e finanziaria tra Italia e Croazia poiché banche a guida italiana occupano la metà del settore bancario e finanziario in Croazia e contribuiscono in misura sostanziale alla solidità e allo sviluppo del Paese. Tra i risultati più importanti raggiunti e analizzati durante l’evento vi è stato il dibattito su l’unanime riconoscimento dell’interdipendenza dei sistemi economico-finanziari dei due Paesi, che possono efficacemente unire le forze nello sfruttare appieno i nuovi strumenti dell’Unione Europea disponibili, pensiamo a Next Generation EU, al fine di ottenere una ripresa economica sostenibile.

Per mitigare gli effetti negativi sull’economia della pandemia sanitaria, il governo croato ha introdotto misure temporanee per un ammontare complessivo, tenendo anche conto dei loro effetti moltiplicativi, del 15% circa del PIL. Gli effetti che queste misure avranno sull’economia nel corso del 2021 non sono al momento del tutto prevedibili. Questi eventi seguono gli sviluppi positivi del 2019, che aveva segnato il ritorno alla crescita del PIL, dopo cinque anni di crescita continua, ai livelli precedenti la crisi finanziaria globale del 2008.

All’incremento del PIL nel 2019 aveva contribuito il rafforzamento dei consumi delle famiglie e degli investimenti privati e pubblici, con importanti aumentati del 14% circa rispetto all’anno precedente e grazie al crescente utilizzo dei fondi dell’Unione Europea. Anche i dati del mercato del lavoro risultavano ulteriormente migliorati, con un tasso di disoccupazione inferiore al 7%, favorito tuttavia da una forte emigrazione di forza lavoro verso Paesi europei a maggiore attrattiva reddituale.

Sul fronte della finanza pubblica, il 2019 aveva continuato a registrare, sulla scia del biennio precedente, un netto miglioramento. Il debito pubblico aveva proseguito la sua tendenza decrescente, attestandosi al 73,2% del PIL, favorito (per il terzo anno consecutivo) dal surplus di bilancio e dalla costante crescita del PIL. Per l’economia dei prossimi anni sono molte le dinamiche del commercio internazionale e gli sviluppi relativi ad alcuni servizi, quale in particolare il turismo, un settore molto importante per l’economia croata, da analizzare e una forte cooperazione in tema di finanzia tra Croazia e Italia può essere utile a rafforzare la crescita economica nel Mediterraneo.

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