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La sfida dell’Unesco per la tutela e valorizzazione dell’acqua

di Domenico Letizia
Università Cà Foscari di Venezia

I cambiamenti climatici e l’emergenza sanitaria mondiale hanno generato consapevolezza internazionale sull’importanza di valorizzare, tutelare e sostenere il patrimonio liquido materiale e immateriale. L’Unesco attraverso il network globale dei Musei dell’Acqua ha realizzato una prestigiosa campagna su un bene cruciale per il futuro dell’umanità e da cui dipende il destino di ogni essere vivente.

Con oltre 20 video, la campagna #TheWaterWeWant (L’acqua che vogliamo) oggi parla a migliaia di giovani in tutto il mondo, in inglese e in cinese, partendo dalla voglia di riscatto che emerge fra le giovani generazioni per nuove e non più procrastinabili sfide.

Una progettualità che vede il protagonismo anche dell’Italia con il Water Museum of Venice e il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus. La campagna è volta a promuovere gli usi più lungimiranti dell’acqua, tra i giovani, e gli obiettivi di sviluppo sostenibile su scala globale.

Attraverso le voci degli studenti che hanno partecipato come giovani ambasciatori al concorso e alla mostra digitale “The Water We Want”, vengono esplorati temi cruciali per una gestione più lungimirante dell’acqua.

La regione Veneto risulta protagonista imbattibile in tale concorso, grazie al Water Museum of Venice che ha ricevuto ben due menzioni speciali su sei, delle opere sottomesse al concorso in collaborazione con diverse istituzioni locali tra cui il Consorzio di Bonifica Acqua Risorgive. “Gli antichi manufatti idraulici condensano conoscenze, tecniche e valori che devono ispirare nuove percezioni e atteggiamenti nei confronti dell’acqua, nonché visioni innovatrici per la conservazione di questa fondamentale risorsa”, ha dichiarato recentemente Eriberto Eulisse, direttore del Global Network of Water Museums.

Il concorso per giovani #TheWaterWeWant è stato lanciato dalla Rete Globale dei Musei dell’Acqua dell’UNESCO-IHP per esplorare il ricco e multiforme patrimonio idrico dal punto di vista dei giovani e dare visibilità a nuovi messaggi che trasmettono la necessità di promuovere una nuova cultura dell’acqua e un uso più sostenibile dell’acqua su scala globale.

Il riconoscimento delle opere del Veneto è un’ulteriore conferma dell’impegno locale nella tutela del patrimonio liquido attraverso progetti che riescano a coordinare la tutela dell’acqua con la digitalizzazione e la scoperta del territorio.

Le Nazioni Unite hanno affermato e fissato in quaranta litri al giorno il diritto minimo all’acqua come obiettivo di mobilitazione della Giornata Mondiale del 22 marzo di ogni anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce che al di sotto della soglia di 50 litri d’acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza di acqua. Allo stato attuale, il 40% della popolazione umana, ovvero più di 2,5 miliardi di individui, vive in condizioni igieniche impossibili, malattie e problematiche fisiche soprattutto per carenza di acqua.

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