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L’importanza della diversificazione degli investimenti attraverso i meccanismi ibridi

di Domenico Letizia

Qualsiasi sia la strategia finanziaria da intraprendere non vi è nulla di sicuro come i meccanismi ibridi. Le nuove offerte ibride rappresentano uno strumento assicurativo per poter intraprendere opzioni di investimento più rischiose, prodotti ibridi che mixano garanzia e rischio.

Accanto alla garanzia del capitale protetto, le somme investite nella componente finanziaria (unit linked) infatti non sono garantite dall’impresa e il rischio di investimento resta a carico dell’assicurato. I prodotti ibridi consentono al cliente di ripartire l’investimento in due componenti: la componente investita in gestioni separata e quella investita in fondi di investimento o, più nello specifico, una polizza vita rivalutabile tradizionale (ramo I), dove tipicamente il capitale è garantito, e una polizza “unit linked”, ossia un prodotto di investimento il cui andamento è influenzato dai movimenti dei mercati finanziari e su cui generalmente non vi è alcuna garanzia finanziaria.

Spesso questi prodotti prevedono la possibilità di mutare nel corso del tempo l’allocazione tra le due componenti di investimento, seguendo il ciclo di vita dell’investitore o altri criteri che valorizzano la propensione al rischio del medesimo. I prodotti ibridi consentono di avere, in un solo prodotto, le caratteristiche proprie della gestione separata, la garanzia sul capitale investito e la stabilità del rendimento e quelle dei fondi di investimento.

In molti prodotti, nel corso della durata dell’investimento è possibile effettuare uno spostamento di somme da una linea di investimento ad un’altra coerentemente all’evoluzione del proprio profilo di rischio. Sulla base delle norme vigenti, il patrimonio della Gestione Separata è investito in titoli che, fino a quando rimangono all’interno della Gestione e non vengono venduti, sono valorizzati al prezzo a cui sono stati inizialmente acquistati.

Il valore può cambiare grazie ai rendimenti che vengono generati dai titoli in portafoglio e che fanno aumentare valore alla Gestione Separata. Il valore cambia anche quando il titolo viene venduto: la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita si trasferirà sul valore della Gestione Separata, generando un guadagno o una perdita. Sta quindi all’attività del gestore, e all’attento monitoraggio dell’investitore, selezionare in modo attento i titoli in cui investire.

L’insieme delle regole di bilancio e dell’attività di gestione fanno sì che la Gestione Separata non subisca la volatilità tipica dei prodotti finanziari o di chi decide di provare ad investire attraverso meccanismi di pura speculazione. Il patrimonio e il rendimento sono stabili e continui nel tempo, offrendo in questo modo una certezza quasi totale all’investitore. Le Gestioni Separate, a differenza degli altri prodotti finanziari, non hanno un valore di quota stabilito pubblicamente giornalmente sui quotidiani specialistici.

All’inizio di ogni anno, viene calcolato il rendimento per l’anno solare che si è concluso e tale rendimento viene certificato da una Società di Revisione contabile che ne controlla la correttezza. Successivamente, il risultato di tale analisi viene pubblicato sui principali mezzi di informazione finanziaria, sul website dell’eventuale Compagnia e quindi riconosciuto agli Investitori. Nel corso dell’anno viene sempre effettuato il calcolo del rendimento, generalmente una volta al mese. In questo modo l’investitore che decide di disinvestire si vede riconosciuto il rendimento maturato fino a quel momento, calcolato sulla base delle regole indicate nelle condizioni contrattuali del prodotto sottoscritto. Il consiglio degli analisti e dei broker assicurativi è quello di presentare massima attenzione ai trasferimenti di somme, switch, indicate e valutate dal contratto. Importante è verificare se sono previsti meccanismi di riallocazione del capitale tra le diverse componenti, quella garantita e quella non garantita, nel corso della durata del contratto e se sono effettuati automaticamente dall’impresa. Il trucco è sempre quello di affidarsi ad una sana e concreta consulenza che sia personalizzata, non superficiale, attenta al profilo di rischio e ai famosi “obiettivi di vita” stabiliti dal cliente nel corso della propria profilazione.

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