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Lo studio di KPMG sulle opportunità economiche in Vietnam

di Domenico Letizia

Il Vietnam ha registrato negli ultimi decenni una crescita sostenuta. Dal 2010 fa parte dei paesi a medio reddito, con l’obiettivo di diventare un paese industrializzato entro il 2030. L’Ambasciata d’Italia ad Hanoi e l’Ufficio ICE-Agenzia a Ho Chi Minh City hanno organizzato, per il giorno 3 giugno 2021, un webinar di presentazione dello studio di mercato “Prioritizing Business Opportunities for Italian Companies in Vietnam”.

Lo studio, realizzato dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con KPMG – Vietnam, ha l’obiettivo di fornire alle aziende italiane informazioni e spunti sui settori più promettenti, sulla base anche di un’attività di “matching” tra le due economie. Il rapporto mette in evidenza i punti di forza dell’economia vietnamita, caratterizzata da una crescita economica stabile, una popolazione giovane e sempre più urbanizzata, con capacità di spesa in aumento, una forte capacità di attrazione di investimenti diretti esteri e una estesa rete di accordi commerciali con 51 Paesi nel mondo, tutti elementi che presentano grandi potenzialità per le aziende italiane nei settori strategici del nostro export.

Il primo importante webinar, della durata di circa 120 minuti, è dedicato ai settori del Tessile/Abbigliamento/Calzaturiero ed Arredamento. L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Manlio Di Stefano, e del Presidente di ICE-Agenzia,  Carlo Maria Ferro, e vedrà tra i relatori la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di riferimento (Acimit, Assomac, Consorzio Promozione Filati, Acimall e Federlegno-Arredo) che, alla luce dei risultati dello studio KPMG, forniranno un commento in chiave prospettica di intervento sul mercato vietnamita.

Tradizionale settore di punta della manifattura ad alta intensità di manodopera, il calzaturiero annovera il Vietnam quale quarto produttore su scala mondiale (dopo Cina, India e Brasile) e secondo esportatore sui mercati USA, Giappone e UE. I principali distretti industriali sono localizzati nelle città di Ha Noi e Hai Phong (al Nord) e Ho Chi Minh City, e nelle province meridionali di Dong Nai, Binh Duong, Ba Ria Vung Tau, Long An e Ben Tre. Il settore è destinato a trarre significativi benefici dalle previsioni degli accordi di libero scambio. L’EU-Vietnam FTA dispone nell’arco di sette anni l’abbattimento dei dazi doganali, compresi attualmente in intervalli del 5-17% (Paesi UE).  La presenza (e l’esigenza) determinante di investimenti stranieri è confermata dal profilo delle aziende (il 70% sono joint ventures o a capitale straniero al 100%) e dallo schema di produzione: gli operatori vietnamiti intervengono su contratti di trasformazione (terzisti) con i partner stranieri che forniscono materiali, design e mercato per i prodotti. Particolarmente significativa la dipendenza vietnamita dalle importazioni di pellame, di cui l’Italia è qualificato fornitore. Ogni anno gli acquisti superano i 300 milioni di dollari.

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