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Le lesioni specifiche alle aree cerebrali e l’importanza della prevenzione e formazione

di Domenico Letizia

La formazione e l’informazione sono gli unici strumenti per superare le problematiche relazionali e di vita di natura celebrale e cognitiva. Le lesioni cerebrali sono un fenomeno molto frequente, ma poco conosciuto. Solo in Svizzera, Paese che sta investendo molto sulla ricerca scientifica in ambito cognitivo, vivono più di 130.000 persone cerebrolese e ogni anno oltre 22.000 persone subiscono una lesione cerebrale.

Una lesione cerebrale si manifesta spesso sotto forma di limitazioni fisiche, come incapacità di camminare o parlare normalmente oppure paralisi di un lato del corpo. Ci sono tuttavia conseguenze di portata ben più ampia che influiscono anche sul comportamento, sul pensiero e sulla personalità. Va sottolineato che una lesione cerebrale non è un handicap mentale né una malattia psichica. Familiari, amici, colleghi e conoscenti devono essere consapevoli che queste persone non stanno fingendo, che sono mentalmente sane e che non è nemmeno una questione di mancanza di volontà. Si tratta di una tipica conseguenza della lesione.

La sindrome di Anton, l’amnesia (con la disamina del celebre caso HM), l’astereognosia, l’afasia sono solo alcune delle sindromi collegate a lesioni di specifiche aree cerebrali. Come individuarle e trattarle? Che ruolo ha la prevenzione e in cosa deve basarsi? Tematiche importantissime che meritano profonda attenzione e conoscenza. Tali tematiche sono al centro della trasmissione sociale OMNIA di Ely Chio, con un secondo stimolante appuntamento dopo il primo intervento tenutosi sabato 8 Gennaio 2022 che ha fornito una panoramica base sulla struttura degli emisferi e dei lobi cerebrali e sulle loro funzioni distintive. L’esperta che analizzerà la tematica è la dottoressa Angela Ganci, psicologo psicoterapeuta e da anni al centro di iniziative sulle terapie più innovative nel campo delle disfunzioni cerebrali.

La nuova data in programma è prevista per venerdì 21 Gennaio 2022, a partire dalle ore 10.30, che vedrà anche un interessante spaccato delle terapie più innovative nel campo delle disfunzioni cerebrali con importanti notizie e aggiornamenti scientifici sulle capacità auto-riparative dei neuroni. Per gli interessati la diretta live è visionabile all’interno della pagina Facebook di “Omnia”.

Una tematica che in un’epoca di fragilità collettiva, dove coloro che sono più deboli necessitano di una notevole attenzione, merita ulteriori approfondimenti specifici e altamente mediatici. D’altronde, il nostro sistema nervoso ha una straordinaria capacità di riprendersi, anche in età avanzata. I neuroni e le sinapsi che non sono morti possono rigenerarsi. Le funzioni legate alle aree in cui il tessuto si è deteriorato vengono parzialmente riprese da altre zone del cervello. Una terapia intensiva stimola il cervello a formare nuove sinapsi, ma per questo ci vuole tempo.

Le nuove connessioni neuronali, inoltre, non sono mai efficienti e veloci come quelle originali, ma una vita dignitosa può continuare se adeguatamente pronti ad affrontare le nuove difficoltà.

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