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Cipro e il futuro geopolitico del Mediterraneo Orientale

di Domenico Letizia

Importanti novità giungono dal Mediterraneo Orientale. I leader delle comunità greco-cipriote e turco-cipriota hanno recentemente accettato di intraprendere una serie di colloqui a cinque, sostenuti dalle Nazioni Unite, per risolvere la storica problematica della divisione dell’isola. Il Presidente di Cipro Nicos Anastasiades, leader greco-cipriota, ha incontrato il neoeletto leader turco-cipriota Ersin Tatar in una struttura delle Nazioni Unite ubicata nella capitale, Nicosia.

La nota stampa, inviata successivamente all’incontro, ha relazionato su una visione comune, confermando “determinazione a rispondere positivamente all’impegno del Segretario Generale delle Nazioni Unite di esplorare la possibilità di convocare un incontro informale delle Nazioni Unite, in un clima favorevole, in una fase appropriata”. L’incontro prevede un formato “cinque più” che includerebbe i Rappresentanti delle due comunità di Cipro, insieme a Grecia, Turchia e Gran Bretagna come potenze garanti dell’isola insieme all’azione delle Nazioni Unite.

La divisione di Cipro è un argomento tornato di attualità, dopo i nuovi scenari che sembrano dilaniarsi nel Mediterraneo Orientale con i nuovi scontri tra storici alleati della NATO, quali Grecia e Turchia, che a loro volta sono coinvolte in un altro scontro geopolitico riguardante i diritti marittimi e mercantili del Mediterraneo Orientale. Le Nazioni Unite sono alle prese da molto tempo sul focus Cipro, divenuta un’isola di divisione dopo il tentativo di invasione da parte della Turchia nel 1974 e un successivo tentativo di sollevamento politico sostenuto dalla Grecia.

L’ultimo tentativo per riunire le varie parti in campo è avvenuto nel 2017, dopo aver riunito le varie parti in gioco in un colloquio che non riuscì a sancire obiettivi condivisi. L’attualità geopolitica della zona vede un periodo di particolare tensione nei rapporti tra Ankara e Bruxelles. La Turchia sta facendo pressioni per la ridefinizione delle Zone economiche esclusive greche a proprio vantaggio e ha più volte inviato navi da ricerca nelle acque riconosciute alla Grecia.

La situazione sembrava essere migliorata dopo il ritorno nei porti turchi della Oruc reis, impiegata al largo dell’isola greca di Kastellorizo, e il raggiungimento di un’intesa per l’avvio di nuovi colloqui tra Ankara e Atene. L’Unione europea ha risposto con l’annuncio di nuove sanzioni alla Turchia in caso di ulteriori violazioni del diritto internazionale. “Minacce” che non sembrano aver scalfito le scelte strategiche intraprese dalla Turchia. Un gioco che vede anche il protagonismo diplomatico della Germania.

Il comportamento turco “è più che fastidioso, anche per noi nel nostro ruolo di intermediari”, ha recentemente ribadito il ministro degli Esteri della Germania Heiko Maas, aggiungendo che la controversia può essere risolta solo con colloqui diretti e che la risposta dell’Europa dovrà essere basata sul progresso dei colloqui. Se tali progressi non ci saranno, “l’Ue dovrà affrontare la questione e valutare quali conseguenze avrà”, ha concluso il ministro tedesco.  Quello che appare importante per i prossimi mesi è inseguire una strategia che possa giungere ad un confronto concreto tra le varie parti, così come continuare sulla strada del dialogo per i vari attori che guardano con interesse al futuro di Cipro.

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