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Il Mediterranean Eco Design Lab e il contrasto all’inquinamento da plastiche nel Cilento

di Domenico Letizia

Solo nel Mediterraneo, ogni anno finiscono 570 mila tonnellate di plastica, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica gettate in mare ogni minuto. Il Mediterraneo ha un triste primato per l’inquinamento da plastica, rappresentando l’ecosistema più minacciato al mondo dalle microplastiche. La ricerca scientifica, la cooperazione e l’azione intelligente delle amministrazioni, come quella del Comune di Pollica, guidata da Stefano Pisani, possono fare la differenza e far divenire opportunità le problematiche dell’attualità.

Il Comune di Pollica e il Future Food Institute, in collaborazione con Legambiente ed il Forum dei Giovani di Pollica, hanno dato vita ad un laboratorio di eco-design gestito ed animato da giovani “makers” che trasformeranno i rifiuti plastici raccolti dal mare in oggetti di design per sensibilizzare la comunità sui temi dell’economia circolare e sugli stili di vita sostenibili. Inoltre, particolare importanza assume anche il contest per studenti delle Scuole e degli Istituti Tecnici Superiori italiani per premiare i migliori progetti di design capaci di dare nuova vita agli scarti, conciliando salvaguardia per l’ambiente e rigenerazione del territorio.

Un laboratorio pensato dai giovani e per i giovani, dove economia circolare, ecologia e design si incontrano e, creando e ideando, insegnano ad un nuovo stile di vita più responsabile che tutela l’ambiente e il benessere umano. L’obiettivo del Philosophy Eco-Design Lab, che vede un profondo legame di collegamento tra la filosofia di vita mediterranea con l’azione di propositività economica, capace di generare benessere per l’uomo e per l’ambiente, con la rigenerazione del territorio e la possibilità di donare infinite vite ad uno scarto come la plastica, è di trasformare un problema in un’occasione per creare qualcosa di nuovo, rivalutare un oggetto in chiave di upcycling, dare spazio alla propria creatività, farlo in accordo con i bisogni dell’ambiente, creando allo stesso tempo un oggetto che abbia un valore notevole per la comunità.

Le brutte abitudini non ci abbandonano e ogni mattina sulle nostre spiagge arrivano plastiche di ogni tipo che minacciano la salute dell’intero ecosistema. Proprio qui, a Pollica, paese dei centenari, cuore del Mediterraneo e culla della filosofia della lunga vita e dei valori alla base del concetto di ecologia integrale, nasce questo nuovo laboratorio virtuoso, per conciliare spinta per l’innovazione, salvaguardia dell’ambiente e educazione, partecipazione e co-creazione con la comunità”, ha dichiarato Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute.

Le materie plastiche, quando si trovano in mare si degradano alla luce solare in particelle inferiori al mezzo centimetro e si diffondono su tutta la colonna d’acqua, venendo ritrovate in cima all’Everest nell’Artico. Si continuano poi a degradare in particelle sempre più minute ed entrano nell’acqua potabile. Secondo gli esperti, una soluzione possono essere le aree protette e in Italia, fortunatamente, non mancano. ASviS ha rilevato la notevole ampiezza di numerose aree protette: oltre tremila chilometri di cui il 75% si trova in Sardegna, Sicilia e Toscana. Diversi studi dimostrano che le aree protette sono un modo efficace per rallentare la bio-invasione, che si lega al fenomeno del cambiamento climatico e in particolare all’innalzamento della temperatura delle acque.

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