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Giornata Internazionale di Nelson Mandela 2020. La resistenza contro lo spettro del razzismo

di Redazione

Il 18 luglio verrà celebrata la Giornata internazionale di Nelson Mandela, istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2009, per contribuire alla lotta per i diritti umani e la democrazia. In particolare, il volto di questa giornata è quello di Nelson Mandela: politico del movimento rivoluzionario anti-apartheid. Con il termine apartheid si indica la separazione tra gli abitanti bianchi e neri, e la conseguente discriminazione che venne attuata nella Repubblica Sudafricana.

Mandela iniziò a portare avanti una coraggiosa protesta contro le ingiustizie che il suo stesso popolo subiva, insieme al partito della Lega della gioventù dell’ANC. Nel 1964 venne arrestato e condannato, anche a morte, per sabotaggio e alto tradimento dallo stato del Sudafrica, ma nonostante tutto, continuò comunque coraggiosamente la sua protesta contro le intolleranze del suo paese. E, dopo quasi 27 anni di reclusione, con la presidenza di Frederik Willem de Klerk, Mandela venne liberato l’11 Febbraio del 1990. Poco tempo dopo, nel 1994, Nelson Mandela divenne il primo presidente nero del Sudafrica, basando la sua politica sulla lotta contro il razzismo e le discriminazioni di qualunque tipo. Divenne, per questo motivo, padre della democrazia multiculturale in Sudafrica e istituì una nuova Costituzione contenente in primis i diritti dei cittadini.

Tutto il mondo celebra l’impegno di questo grande uomo nel giorno dell’anniversario della sua nascita, dato che egli forgia l’esempio di forza e volontà con lo scopo di creare un mondo migliore. Fondamentale quindi far conoscere agli studenti di tutto il mondo la storia di Nelson Mandela ed infondere in loro la riconoscenza e il rispetto per le altre culture.

Purtroppo, anche nel 2020, lo spettro del razzismo è ancora radicato in certe parti del mondo, per questo è necessario far conoscere la storia, la forza ed il coraggio del Presidente Sudafricano, per educare i più giovani a disdegnare l’intolleranza e a rendere il mondo intorno a loro un mondo migliore per tutti, indistintamente da razza, genere o orientamento sessuale.

Il 13 luglio, l’emittenza televisiva statale sudafricana Sabc ha annunciato la scomparsa di Zindzi Mandela, figlia 59enne del primo presidente sudafricano e attivista anti-apartheid e ambasciatrice del Sudafrica in Danimarca da 5 anni. Il decesso è avvenuto in uno ospedale di Johannesburg. Fu lei a leggere il rifiuto ufficiale del padre riguardo la scarcerazione sotto la presidenza di Pieter Willem Botha nel 1985.

 

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