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La strage di Bologna. Fiducia e speranza per una verità sempre più trasparente e opaca

di Paolino Canzoneri

Se si pensasse un solo istante a quel che resta alla fine di un qualsiasi conflitto, si capirebbe quanto inutili possano essere le motivazioni che spingono l’essere umano a convincersi che una vittoria possa rappresentare un elemento concreto e risolutivo quando, in un silenzio spettrale, quel che resta intorno sono solo macerie e cadaveri di innocenti.

Non resta altro e niente restò il 2 Agosto del 1980 quando una borsa piena di potentissimo esplosivo (circa 23 kg di tritolo, una miscela potenziata da 18 kg di gelatinato di nitroglicerina), nascosta sotto una delle poltrone nella sala d’attesa della stazione di Bologna, deflagrando alle 10:25 seppellì e spazzò via 85 persone di qualsiasi età riducendoli in brandelli disseminati lungo tutto il raggio della stazione e oltre nella piazza esterna in mezzo agli autobus di linea e dei Taxi.

La vittima più giovane fu la piccola Angela Fresu di soli tre anni il cui corpo fino a pochi anni dopo la strage, tra innumerevoli e incontrollati  “rumors”, veniva dato per disperso e non ritrovato tra le macerie.

Quarant’anni fa la più grave strage dal dopo guerra rese chiaro quanto l’Italia fosse vittima, a sua insaputa, di conflitti e interessi politici su vasta scala che miravano ad una destabilizzazione strutturale del Governo stesso vicino come non mai ad un possibile golpe studiato e progettato da Licio Gelli e la sua P2 con l’aiuto dell’eversione fascista.

Scegliere la stazione di Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, Regione d’Italia politicamente più a sinistra e scegliere orario e il 2 agosto, giorno di enorme traffico di partenze per le ferie, rappresentano un becero percorso malsano che poco ha di politico e molto di patologico.

Gli oltre 216 feriti sopravvissuti, colti d’improvviso in un caos di urla e polvere con quell’odore acre di detriti e calcinacci in uno scenario apocalittico, nel corso degli anni, oltre a vistosi segni di traumi psicologici, hanno dovuto fare i conti con cure continue e spesso parecchie operazioni ospedaliere.

Per oltre 25 anni, indagini e depistaggi hanno evidenziato, come sempre, quanto l’Italia sia un paese che arranca davanti alle verità che giacciono nei documenti segretati che le alleanze con altri paesi non ne consentono la desecretazione.

Furono condannati come esecutori materiali della strage i fascisti: Giuseppe Fioravanti (ergastolo), Francesca Mambro (ergastolo) e Luigi Ciavardini (allora minorenne, 30 anni) ma oggettivamente quel che manca ancora è un quadro completo ed esaustivo sui mandanti e sui possibili moventi lasciando ancora troppi nodi da sciogliere.

Il cantautore Francesco Guccini nei panni di un salumiere, in un cameo del film “La linea gialla” di Francesco Conversano e Nenè Grignaffini, recita “…a Bologna ad agosto bisogna starle vicino, non si può mica lasciarla da sola…”, recita queste poche parole con una tenerezza disarmante quasi come se Bologna stessa fosse appunto una piccola bimba offesa a cui si è estorta senza rimedio una intera vita senza essere in grado di dare una minima motivazione, qual’ora ci fosse, del perchè “i grandi” siano capaci di becere assurdità.

Per quanto doveroso possa essere mantenere la memoria delle vittime, ogni anno si commemora quel sacrificio e dal palco quest’anno, per la quarantesima volta, le autorità si sforzano di incoraggiare la speranza e la fiducia per le verità sempre più trasparenti e opache.

Le vittime:

ANGELA FRESU - ANTONELLA CECI - ANGELA MARINO - LEO LUCA MARINO - DOMENICA MARINO - ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA - VITO DIOMEDE FRESA - CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA - ANNA MARIA BOSIO IN MAURI - CARLO MAURI - LUCA MAURI - ECKHARDT MADER - MARGRET ROHRS IN MADER - KAI MADER - SONIA BURRI - PATRIZIA MESSINEO - SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA - MANUELA GALLON - NATALIA AGOSTINI IN GALLON - MARINA ANTONELLA TROLESE - ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE - ROBERTO DE MARCHI - ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI - ELEONORA GERACI IN VACCARO - VITTORIO VACCARO - VELIA CARLI IN LAURO - SALVATORE LAURO - PAOLO ZECCHI - VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI - CATHERINE HELEN MITCHELL - JOHN ANDREW KOLPINSKI - MARIA FRESU - LOREDANA MOLINA IN SACRATI - ANGELICA TARSI - KATIA BERTASI - MIRELLA FORNASARI - EURIDIA BERGIANTI - NILLA NATALI - FRANCA DALL'OLIO - RITA VERDE - FLAVIA CASADEI - GIUSEPPE PATRUNO - ROSSELLA MARCEDDU - DAVIDE CAPRIOLI - VITO ALES - IWAO SEKIGUCHI - BRIGITTE DROUHARD - ROBERTO PROCELLI - MAURO ALGANON - MARIA ANGELA MARANGON - VERDIANA BIVONA - FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ - SERGIO SECCI - ROBERTO GAIOLA - ANGELO PRIORE - ONOFRIO ZAPPALA' - PIO CARMINE REMOLLINO - GAETANO RODA - ANTONINO DI PAOLA - MIRCO CASTELLARO - NAZZARENO BASSO - VINCENZO PETTENI - SALVATORE SEMINARA - CARLA GOZZI - UMBERTO LUGLI - FAUSTO VENTURI - ARGEO BONORA - FRANCESCO BETTI - MARIO SICA - PIER FRANCESCO LAURENTI - PAOLINO BIANCHI - VINCENZINA SALA IN ZANETTI - BERTA EBNER - VINCENZO LANCONELLI - LINA FERRETTI IN MANNOCCI - ROMEO RUOZI - AMORVENO MARZAGALLI - ANTONIO FRANCESCO LASCALA - ROSINA BARBARO IN MONTANI - IRENE BRETON IN BOUDOUBAN - PIETRO GALASSI - LIDIA OLLA IN CARDILLO - MARIA IDRIA AVATI - ANTONIO MONTANARI - MAURO DI VITTORIO

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