
La rivoluzione per l’internazionalizzazione delle imprese italiane parte oggi dalla Capitale, con la presentazione ufficiale di “Made in Italy Gate” presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT). L’iniziativa, promossa da Federitaly, segna una svolta radicale per il nostro export, trasformando la certificazione d’origine in un passaporto digitale per i mercati mondiali.
Durante l’evento istituzionale aperto dai saluti di Fabio Bisogni (UNINT) e moderato da Paolo Leccese, il fondatore di FederitalyCarlo Verdoneha presentato questa nuova infrastruttura non come un semplice portale commerciale, ma come un sistema selettivo studiato per proteggere e valorizzare le micro e piccole imprese italiane. Il cuore del progetto risiede nella sicurezza: come spiegato dal Segretario NazionaleLamberto Scorzino, ogni azienda presente sul marketplace deve superare un rigoroso iter di audit e verifiche documentali che culminano nella notarizzazione su blockchain attraverso certificati NFT non falsificabili. Questo scudo tecnologico garantisce ai buyer esteri – a loro volta selezionati e approvati tra i professionisti di GDO e Horeca – la certezza assoluta dell’autenticità dei prodotti.
Ad affiancare la solidità della blockchain c’è l’avanguardia dell’intelligenza artificiale con “Silvia”, un’assistente virtuale multilingue operativa in ogni momento per facilitare le transazioni globali.
L’economistaAntonio Maria Rinaldiha sottolineato con forza la necessità di tali strumenti per permettere alle eccellenze italiane di competere alla pari sui palcoscenici internazionali, un concetto approfondito anche dai docenti universitariAlessandro De Nisco e Giada Mainolfinelle loro analisi sulle sfide del brand Italia. Grazie all’assenza di costi fissi e al sostegno delBando Voucher 2026, Made in Italy Gate si propone come la chiave perabbattere le barriere d’ingresso ai mercati esteri, puntando sulla trasparenza e sulla qualità reale per conquistare i distributori di tutto il mondo.

