
[fonte foto: ilfattoquotidiano.it]
Sono stati pubblicati i risultati della sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, giovani e anziani realizzata da Il Sole24ore. Per ciascuno di questi gruppi (bambini, giovani e anziani) sono stati utilizzati 20 indicatori con l’obiettivo di analizzare, partendo da dati forniti da fonti certificate, la situazione socio-economica, la capillarità dei servizi, le opportunità lavorative e di studio, ma anche le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche di questi tre gruppi. Ad esempio, per i bambini gli indicatori utilizzati sono: nuovi nati, parenti su cui contare, servizi di prossimità a 15 minuti massimo di distanza (il famoso criterio delle città a km zero), asili nido, accesso ai servizi comunali per l’infanzia, spazio abitativo, verde attrezzato, giardini scolastici, scuole con servizio mensa, scuole con una palestra, competenze numeriche e alfabetiche, disponibilità di pediatri, indice di sportività e delitti denunciati a danno dei minori. Diversi gli indicatori utilizzati per i giovani. Si va dall’imprenditorialità, alla disoccupazione o alla soddisfazione per il proprio lavoro, al numero dei NEET (giovani che non lavorano e non studiano), al tempo libero e altri come il numero di amici o la partecipazione a concerti (indicatori della qualità della vita).
Al di là dell’ormai noto fenomeno demografico che vede un crollo del numero di bambini tra 0 e 14 anni (tra -12% e -19 %) e la popolazione tra 15 e 35 anni destinata a sparire (o quasi) nel Mezzogiorno (-10%), aumenta il numero degli anziani (+19%). In tutte e tre le classifiche al vertice si trovano province del nord Italia. Trieste è prima nella graduatoria sulla Qualità della vita degli over 65, (seguita da Trento e Milano). Bolzano in quella dei giovani tra 18 e 35 anni (seguita da Trento e Gorizia) e Firenze (seguita da Milano e Aosta) nella graduatoria per il benessere dei bambini.
Particolarmente deludenti i risultati delle province siciliane. Trapani è ultima nella graduatoria dedicata ai bambini, ma con un punteggio che è quasi la metà di quello raggiunto da Firenze. Male anche Catania, penultima, Palermo (al 104esimo posto su 107) e Ragusa (solo una posizione sopra il capoluogo di regione della Sicilia). Anche per la graduatoria riguardante i giovani la performance delle province siciliane è assolutamente deludente: 102esima Catania, centesima Siracusa preceduta da Messina e Caltanissetta e 94esima Palermo. Diversi i segnali d’allarme. Nel 2025, è aumentato il consumo di di antidepressivi (+3,3% per gli anziani). Sono peggiorate le competenze degli studenti (inadeguate per il 44% quelle numeriche, per il 39,9% quelle alfabetiche). E aumenta la percezione di insicurezza dei giovani: nel 2024 il 56,7% delle persone si sentiva molto o abbastanza sicuro camminando al buio da solo in quartiere, percentuale in calo del 5,3% rispetto al 2023. Proprio questo indicatore è l’unico che vede una provincia siciliana (Enna) al primo posto in Italia, ma per altri indicatori è in fondo alla classifica. Ultima assoluta, invece, Palermo per disponibilità di verde per i bambini.

