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Coronavirus, un nemico invisibile che non conosce confini

di Angelo Barraco

Coronavirus [ansa.it]

Il Coronavirus è ufficialmente in Italia, il numero dei contagiati è in continua ascesa e si contano già due vittime: la prima è stata Adriano Trevisan, 78enne, deceduto all’ospedale di Padova dove era ricoverato insieme ad altre persone risultate positive al virus. L’uomo era ricoverato da circa dieci giorni per altre patologie. “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire”, ha dichiarato il governatore Zaia.

La seconda vittima del Coronavirus, invece,  è un’italiana di Casalpusterlengo, ultrasettantenne. Le notizie in queste ore si rincorrono sui social come un boomerang incontrollato che rimbalza da una punta all’altra dello stivale. Tra gli utenti si è generato il panico, la paura e il terrore che questo “nemico invisibile” si possa insediare dentro il nostro corpo, annientandoci silenziosamente e distruggendo la nostra integrità da un momento all’altro.

Sono numerose le fake news che girano e altrettante le operazioni di speculazione messe in atto da alcuni importanti siti commerciali di vendita che hanno notevolmente innalzato il prezzo di vendita di prodotti come mascherine protettive e prodotti per disinfettare le mani.

Proprio in questi siti internet, noti al grande pubblico, le maschere facciali hanno prezzi che variano dai 9,00 ai 14.70, altre invece arrivano a 32,52 euro e altre ancora persino a 99,90 euro. Le mascherine non sono l’unico oggetto che ha subìto un aumento dei costi in quel sito perché anche il gel per le mani, che comunemente viene usato dai cittadini, è arrivato a costare 87 euro.

Un mercato che lievita vergognosamente, sfruttando la paura e il terrore dei cittadini che cercano protezione alla luce delle notizie in continuo aggiornamento e che affollano le bacheche dei social. La desensibilizzazione di un mercato che fa leva sulla crescita esponenziale di un virus che si estende a macchia d’olio, alimentato dalle fake news, dalla disinformazione, dal terrorismo psicologico e dall’esasperazione giustificata dei cittadini che vogliono proteggersi a tutti costi con i mezzi che hanno a disposizione.

I Ministero della Salute ha diffuso le dieci regole da seguire per fronteggiare l’emergenza: lavare spesso le mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, non toccarsi occhi, naso o bocca con le mani, coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se sospetti di essere malati o se si assiste persone malate, i prodotti made in China e i pacchi che provengono dalla Cina non sono pericolosi, gli animali da compagnia non diffondono il virus, contattare il numero 1500 in caso di febbre o tosse o se sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.

In Italia l’informazione, negli ultimi anni, ha avuto una crescita esponenziale, rispetto ad anni fa, ora, attraverso ogni tipologia di media, é possibile raggiungere chiunque e ovunque. Questa caratteristica è positiva in quanto oggi tutti possono essere informati, ma abbiamo anche l’altra faccia della medaglia : le cosiddette “fake news”, sono queste ultime che devono essere sempre monitorate, affinché non vadano ad intaccare la sicurezza dei cittadini, provocando in essi, ansia ed insicurezza, lo abbiamo constatato recentemente con gli allarmismi creati attorno al “coronavirus”. Questi fenomeni nascono perché molti soggetti o per motivi personali o pseudoprofessionali, operano, qualcuno anche dietro compenso, per destabilizzare il sistema e creare confusione, cosicché il lettore/ascoltatore/spettatore, viene indotto o comprare determinati prodotti o per “direzionare” le loro scelte politiche. Il fenomeno potrebbe essere arginato, a mio parere, se l’ordine dei giornalisti creasse una rete con le FFOO, per controllare chi diffonde e come diffonde le notizie, attraverso verifiche e controlli incrociati, per poi eventualmente dare smentite attraverso tutti gli organi di informazione e sanzionando i trasgressori, che in casi gravi si rendono colpevoli di “terrorismo psicologico“, ci ha riferito la Dott. Ssa Maria Petrillo, psicologa, criminologa, docente università Niccolò Cusano, coordinatrice del Crime Analysts Team (CAT) e responsabile Sicurezza e Legalità del Movimento degli Elettori (MDE)

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