L’inquilino della Casa Bianca continua a minacciare di usare i dazi contro i paesi che non dovessero piegarsi ai suoi dictat. Ma cosa c’è dietro tutto questo?
In realtà, dietro la spavalderia di Trump e il suo slogan MAGA c’è una realtà interna davvero preoccupante. A cominciare da quello che per anni è stato uno dei baluardi degli USA sia in termini di entrate che di PIL: il settore della produzione di armi e armamenti. Lo scorso anno, nel bilancio federale sono stati superati i 700 miliardi di dollari in spese per la difesa (una somma mai approvata in tempo di pace).
Ma in realtà tutto il bilancio USA è caratterizzato da un rosso profondo. Solo nel 2025, il primo anno della nuova presidenza Trump, il debito pubblico degli USA ha avuto un’impennata impressionante: solo la spesa in interessi sul debito è stata oltre 1.200 miliardi di dollari. Il debito nazionale è più che raddoppiato dal 2015, passando da 18,2 trilioni di dollari agli attuali 36,6 trilioni. E questo rappresenta una minaccia per la sostenibilità fiscale a lungo termine del paese. Secondo il Congressional Budget Office CBO, solo nell’ultimo trimestre del 2025, il Tesoro statunitense avrebbe pagato 92 miliardi di dollari al mese con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Le previsioni per il 2026 sono tutt’altro che rosee. Il presidente Trump aveva previsto entrate tariffarie per compensare, o addirittura estinguere, il debito nazionale, ma il suo piano appare sempre più debole. La promessa di aiuti in contanti al popolo americano – soprattutto alla middle class – è in attesa del parere della Corte Suprema che a breve dovrebbe pronunciarsi sulla legalità delle misure proposte. Secondo Desmond Lachman, dell’American Enterprise Institute, un “fattore che inciderebbe in modo significativo sul bilancio è la promessa di Trump di dare alla popolazione 2.000 dollari utilizzando i proventi dei dazi sulle importazioni”. Intanto, per finanziare la spesa, il Tesoro emetterà nuovi Treasury Bond a lungo termine, aumentando così il rischio di tensioni nei mercati dei titoli sovrani.
Nel 2024, gli interessi passivi pagati sui titoli di stato ammontavano a 881 miliardi di dollari (in pratica il 13% del totale). Per gli analisti il livello di deficit raggiunto potrebbe generare pressioni inflazionistiche nel medio termine, indebolire il dollaro (già sotto stress nel Forex) e far aumentare i tassi reali sui mutui e i prestiti. Una vera spada di Damocle che si aggiunge a molti altri problemi atavici interni mai risolti.
Oltre a quelle per armi e armamenti, le principali voci di spesa degli Stati Uniti sono quelle per le pensioni la Social Security (nel 2024 sono state 1.500 miliardi di dollari pari al 22% della spesa federale totale), i trasferimenti federali agli Stati membri (1.100 miliardi di dollari, pari al 16% del totale) e il programma sanitario federale (912 miliardi di dollari, il 14% del totale). Per contro, alcune entrate sono calate sensibilmente. Le entrate relative alla tassazione sul reddito delle società sono diminuite del 9% (le entrate relative alla tassazione dei redditi personali sono invece aumentate del 7%).
Sono molti i problemi “interni” di cui il tycoon si guarda bene dal parlare. Diverse aziende famose del made in USA sono ormai made in altri paesi: per ridurre i costi, alcuni grandi marchi americani stanno spostando la produzione all’estero. Esistono poi problemi infrastrutturali. Già nel 2021, la American Society of Civil Engineer aveva classificato le infrastrutture statunitensi con un severo C- sottolineando il divario che esiste tra investimenti e fondi: per l’attuale decennio ammonterebbe a quasi 2,6 trilioni di dollari. Eppure sono almeno 60mila i ponti che necessitano di riparazioni urgenti e il 43% delle strade sarebbe in condizioni scadenti o mediocri. Si stima che nei prossimi otto anni, congestioni, deviazioni e disturbi alla circolazione potrebbero gravare sulle casse per un trilione di dollari. Anche il sistema sanitario è un problema mai risolto negli USA. Dopo il tentativo (fallito) di Obama di fornire una assistenza sanitaria gratuita a tutti, la situazione è peggiorata, ma i costi restano elevatissimi. Negli Stati Uniti, la spesa pro capite per l’assistenza sanitaria è di circa 12.500 dollari l’anno, in Germania meno della metà (per fare un paragone con un paese europeo). Eppure, sembra che siano quasi 25 milioni gli americani senza alcuna assicurazione sanitaria e altrettanti sarebbero sotto-assicurati. La realtà è che l’aspettativa di vita media in Germania è più alta che negli Stati Uniti e la mortalità infantile negli USA è più alta rispetto a quella in Germania.
Altro problema atavico negli USA è l’istruzione. È troppo costosa. Il debito studentesco totale in sospeso ammonterebbe a 1,5 trilioni di dollari (praticamente quanto il PIL del Canada). Secondo alcune stime, sarebbero 44 milioni gli americani che devono ancora saldare i debiti per le rette scolastiche (cinque milioni risultano inadempienti ovvero non guadagnano abbastanza per pagare il proprio debito). Ovviamente, se uno studente vuole proseguire gli studi e andare in uno dei college più famosi questa somma cresce considerevolmente (il costo medio per frequentare un college negli Stati Uniti è di 38.270 dollari all’anno), ma per università private prestigiose e dottorati, al termine degli studi la somma da pagare è a cinque zeri. Questo renderebbe decine di milioni di giovani americani schiavi delle banche: solo dopo aver saldato il debito, i laureati possono liberamente disporre del proprio reddito. Al punto che alcuni economisti considerano il debito studentesco negli Stati Uniti come un ostacolo alla crescita.
E ancora. Mentre Trump pensa a costruire resort di lusso nella Striscia di Gaza (di cui non ha alcun titolo di proprietà), all’interno dei confini USA il settore immobiliare ha grossi problemi. Alcuni studi parlano di una carenza di oltre tre milioni di unità abitative. Questo sta facendo lievitare i prezzi. Dal 1999, gli affitti sono aumentati del 135% (ma i redditi sono aumentati solo del 77% nello stesso periodo). I tassi di interesse dei mutui che nel 2021 erano meno del 3%, due anni dopo era più che raddoppiato. La conseguenza è un aumento del numero dei senzatetto: oggi sarebbero almeno 650.000 (circa il 45 percento dei giovani tra i 18 e i 29 anni vive ancora con i genitori o vive “di nuovo” con loro – il numero più alto dalla Grande Depressione degli anni Trenta).
A questo si aggiungono problemi atavici per gli USA. Come quelli legati all’ambiente. Non sorprende quindi che l’inquinamento atmosferico sia uno dei maggiori problemi ambientali del paese: gli USA sono il secondo maggiore emettitore mondiale di CO2 (dopo la Cina). Secondo l’ultima valutazione dell’inquinamento atmosferico condotta dall’American Lung Association, negli USA 4 persone su 10 (circa 135 milioni di americani) respirano aria malsana e inquinata. Ma non basta. Secondo un sondaggio condotto dall’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti o EPA, circa la metà dei fiumi e dei ruscelli vale a dire oltre 700 mila miglia di corsi d’acqua) e più di un terzo dei laghi del paese sono inquinati e non idonei per pescare o bere. Tantomeno per nuotare. In molte zone dove l’acqua è inquinata anche nuotare può rappresentare un rischio. Ogni anno, circa 3,5 milioni di americani contraggono problemi di salute come eruzioni cutanee, congiuntivite, infezioni respiratorie ed epatite dovute a acque costiere cariche di acque reflue, secondo le stime dell’EPA. E secondo uno studio pubblicato su The Lancet, l’inquinamento idrico da solo ha ucciso più di 500mila persone nel 2019 e fa ammalare circa 1 miliardo di persone ogni anno, specialmente tra le comunità a basso reddito.
Tra le principali fonti di contaminazione nei fiumi e nei corsi d’acqua l’inquinamento agricolo. Un rapporto pubblicato nell’agosto 2022 dal Consiglio per il Controllo delle Risorse Idriche dello Stato della California ha rilevato che solo in questo Stato quasi un milione di persone affrontano possibili condizioni di salute a lungo termine dovute all’acqua potabile contenente livelli pericolosi di contaminanti come arsenico e nitrati: ben 371 sistemi idrici della California contenevano alti livelli di sostanze chimiche tossiche che possono comportare rischi negativi per la salute a lungo termine, inclusi problemi di fegato e reni, oltre al cancro. Un altro rapporto conferma che la California insieme ad altri Stati occidentali starebbero affrontando una delle siccità peggiori e più lunghe degli ultimi 1.200 anni. Questo ha fatto aumentare la dipendenza dalle acque sotterranee (con conseguenze geologiche di dimensioni impressionanti nel medio e lungo periodo). Una situazione critica resa ancora più grave dallo stato delle infrastrutture vecchie e obsolete: si stima che i sistemi di distribuzione dell’acqua, inclusi tubi e condotte principali, abbiano causato negli Stati Uniti la perdita di 2,1 trilioni di galloni di acqua potabile ogni anno.
A proposito di sprechi, anche quelli alimentari sarebbero un problema serio negli USA. Gli Stati Uniti sono il secondo paese al mondo per sprechi alimentari pro capite (dopo l’Australia). Ogni giorno, un americano “spreca” circa mezzo chilo di cibo. Complessivamente, gli americani buttano via più cibo dei cittadini di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Svezia messi insieme. Negli ultimi decenni gli sprechi di cibo sono triplicati: si stima che riguardino il 30/40% dell’intera sua fornitura alimentare, con un costo valutato tra 161 e 218 miliardi di dollari. Ridurre questi sprechi avrebbe effetti positivi sull’ambiente: potrebbe ridurre le emissioni di gas serra causate dall’uomo (come riporta il World Wildlife Fund). Una quantità che, negli Stati Uniti, equivale alle emissioni di gas serra di 37 milioni di auto.
E mentre si sprecano quantità inimmaginabili di cibo e generi alimentari, ben 37 milioni di americani (11 milioni di bambini) vivono in condizioni di insicurezza alimentare. Si prevede che questo numero aumenterà nei prossimi anni, dato che nessuno fa niente per questo problema. Così come pare si faccia poco per contrastare l’aumento dei rifiuti prodotti. Gli Stati Uniti producono oltre 290 milioni di tonnellate di rifiuti solidi all’anno. E una parte considerevole viene smaltita in modo improprio contribuendo ad inquinare terre e corsi d’acqua.
Altro tema delicato quello dei diritti umani. Secondo Amnesty International USA, la violazione dei diritti di immigrati, rifugiati e altri, le sparizioni forzate, le deportazioni di massa, le separazioni familiari e altri starebbero creando una realtà in cui intere comunità vivono nella paura.
Ma di tutto questo il burlone della Casa Bianca non parla. Forse troppo impegnato nel giocare ai monopoli con il resto del mondo o a bombardare di qua e di là paesi stranieri, violando il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Un’attività così faticosa che recentemente, per un paio di volte, si è addormentato davanti a tutti. E pensare che il sonnellino di Biden era stato una delle armi usate da Trump nella campagna elettorale contro il suo predecessore alla fine del 2024…..

