
Milano, 30 settembre 2025 – A poche centinaia di miglia dall’ingresso nella zona definita ad “alto rischio” dalla Marina israeliana, Tony La Piccirella, tra i volti simbolo della Global Sumud Flotilla, è intervenuto in collegamento in diretta su Newzgen, la trasmissione in streaming prodotta da Alanews e condotta da Andrea Eusebio e Alessandra D’Ippolito, in onda ogni giorno alle 14.30 su YouTube e Twitch. La Piccirella ha raccontato la tensione e la determinazione a bordo: “Siamo a 200 miglia da Gaza. Mi ha chiamato il ministro Crosetto, il quale mi ha avvertito che in giornata la Marina italiana ci lascerà; da altre fonti, poi, ho saputo che poco prima di lasciarci lanceranno un’allerta invitandoci al dietrofront. Trovo questo molto scorretto in tipico stile Tajani, Mattarella e Farnesina. Dopo un mese di navigazione non torniamo indietro: non lo abbiamo mai considerato”. La Piccirella ha già avuto a che fare con la Marina israeliana pochi mesi fa, mentre un precedente parecchio citato dai media in questo momento è quanto accadde nel 2010 alla Freedom Flotilla: “Rispetto alla Mavi Marmara di quindici anni fa, la situazione è diversa: allora avevamo meno dati e meno visibilità. Oggi, con un genocidio in corso visibile a chiunque grazie ai social, qualunque azione del governo israeliano sarebbe politicamente molto più pericolosa per loro. Il rischio c’è, ma chi è salito a bordo sa che vale la pena”. Sul piano politico e umanitario, l’attivista ha criticato il piano di pace presentato da Trump e Netanyahu nella giornata di ieri: “Quella non è una proposta di pace, è una proposta di resa: si baratta l’accesso a cibo, acqua e cure – che sono diritti inalienabili – con la promessa di un dominio permanente di Israele, mediato dagli Stati Uniti e con Tony Blair in mezzo… un incubo. Questa missione esiste dal 2008, da quando esiste il blocco navale, e continuerà a esserci finché sarà necessario”. A chi gli chiede come si gestisca la paura a bordo di una missione così pericolosa, La Piccirella ha risposto: “Non leggo paura attorno a me. La paura più grande la sentivo prima, quando ero costretto a non fare nulla davanti a un genocidio tollerato dai nostri governi. Qui sentiamo di andare nella direzione giusta”. Il rappresentante della Flotilla ha respinto con fermezza le accuse di legami con Hamas: “Con la scusa di Hamas hanno sterminato 60.000 persone. Non abbiamo alcun legame. Il problema è che Israele possiede il linguaggio e la narrativa: hanno trapanato per due anni l’opinione pubblica con quella storia, e ora chiunque osi opporsi deve prima difendersi da quell’accusa”. La Piccirella ha anche riflettuto sul valore simbolico e collettivo della missione: “Molti di noi non erano nemmeno abituati al mare: ci siamo adattati grazie al sostegno popolare. Ma quello che accade in mare è solo la punta dell’iceberg: la vera forza sta nelle mobilitazioni, negli scioperi, nei blocchi della logistica. Lì si incide davvero”. Infine, sullo spirito con cui gli attivisti affrontano le prossime ore: “Le persone qui sono attaccate alla vita, al suo senso pieno, alla condivisione e alla comunità. Questo ci dà forza e anche il sorriso, nonostante tutto. È liberatorio: è un atto di rottura verso un sistema che ci ha abituati alla rassegnazione”.
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